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Libro parlato e solidarieta’ digitale

L’emergenza sanitaria ha reso evidenti tutti i limiti e le incapacità dei sistemi democratici occidentali. In questi mesi di isolamento e chiusura migliaia di persone in Italia e nel mondo hanno dovuto lavorare, studiare, acquistare cibo, comunicare con le persone care utilizzando una connessione Internet. Al tempo stesso, l’impossibilità di accesso alla rete, per ragioni geografiche, economiche o sociali, si è rivelata un pesante elemento di marginalizzazione. Nello spirito di un’attività di servizio democratico noi Lions dobbiamo pensare diversamente: dobbiamo dare vita ad un progetto di “solidarietà digitale” come esempio virtuoso di soddisfazione di un bisogno collettivo sinora sconosciuto. Per affrontare il cambiamento che oggi si chiama Covid 19 dobbiamo cogliere le connessioni “remote” per progettare la propria azione verso una maggiore sintonia con quella che è la mission dei Lions ovvero la centralità della persona in un’ottica di giustizia sociale che consenta l’espressione adeguata della libertà e della responsabilità delle persone. Digitale e innovazione possono rappresentare, se utilizzate nel modo giusto, risorse preziose per migliorare la vita a cittadini e imprese. Un’opera di informazione che faccia sentire la presenza dell’associazione in tutti i campi dal sostegno alimentare alla ricerca di opportunità lavorative. Canalizziamo sui nostri social le richieste della comunità e proponiamoci come un think tank di solidarietà del terzo millennio.

Dove c’è un bisogno c’è un Lion.

In virtù di questo principio noi Lions ci siamo trovati pronti durante l’emergenza sanitaria a contribuire al benessere comune con attività di assistenza ma anche di lettura gratuita da smartphone e tablet (come per il caso del progetto del libro parlato). Abbiamo cercato di mantenere alta l’attenzione alla cultura ed all’arte che sebbene in questi momenti non danno un contributo pratico ci ricordano quanto sia importante la consapevolezza, il rispetto e la cura delle menti.

Certamente, in un prossimo futuro, dovremo tirare in ballo cultura e arte per fare determinate scelte, per affrontare la realtà, per renderci conto dei nostri limiti naturali, per ristabilire l’armonia perduta; dunque, non è il caso di relegarle in un angolo. E’ necessario che l’accesso al web si basi su regole di equità. Come nel caso dell’energia elettrica o di altri servizi considerati essenziali, l’impossibilità di accedere a Internet, il cosiddetto divario digitale, non ha soltanto impatto sul lavoro, l’impresa, lo sviluppo scientifico ma anche nel sociale e nella cultura. Altrettanto forti sono gli effetti sulla vita quotidiana delle persone, negli aspetti anche intimi del loro benessere e della loro felicità. L’uguaglianza non è un punto di partenza, ma un obbiettivo.

Siamo abituati a pensare alla Rete troppo in termini di chat e di piattaforme e meno in chiave di diritti. Noi possiamo offrire risposte democratiche a domande che appaiono tecniche quando in realtà non lo sono. La rete ed il digitale non sono solo tecnologia, ma è l’epoca in cui viviamo. É un inganno far credere che le persone non possano approfittare in modo equo e dignitoso di ciò che il digitale offre se non conoscono la sua tecnologia. Il punto è assicurare trasparenza, informazione in modo che ognuno abbia la capacità di capire e decidere. Per questo è indispensabile un nuovo protagonismo delle istituzioni pubbliche e private ed un dialogo intenso con le imprese e i cittadini per promuovere logiche distributive. Questo ci permetterà di prendere iniziative, di coltivare le nostre conoscenze, di ottenere che i governi rendano conto delle loro decisioni o di verificare che la digitalizzazione non violi la libertà personale con l’estrazione e la privatizzazione dei dati.

L’accesso alla rete come nuovo diritto umano. Per questo serve indicare la strada verso una digitalizzazione a misura di umanità. In questo ambito il distretto 108YA prosegue la collaborazione con l’associazione del Libro Parlato Lions (Specialist Pino Naim) per progettare la propria azione verso una maggiore sintonia con quella che è la mission dei lions ovvero la centralità della persona in un’ottica di giustizia sociale che consenta l’espressione adeguata della libertà e della responsabilità delle persone.

Questo obiettivo può essere realizzato con un’opera di informazione che faccia sentire la presenza dell’associazione “in remoto” e che tenga conto dell’importanza della cultura e della formazione a distanza.

L’associazione libro parlato lions anche per quest’anno ha confermato l’offerta gratuita di collegamenti alle scuole ed ospedali pubblici per alleviare il disagio di quanti per motivi diversi sono limitati nei movimenti e nella possibilità di accesso ai testi di lettura.

Insieme possiamo mantenere alta l’attenzione alla cultura ed all’arte che ci ricordano quanto sia importante la consapevolezza, il rispetto e la cura delle menti.

Noi crediamo in questa associazione.

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